Il seguente articolo parla di yoga e salute ormonale, dunque anche di cambiamenti, fasi della vita, ciclicità e libertà.
Nasce da una chiacchierata con la mia amica e collega Barbara Pascali.
Barbara è insegnante e yoga-terapeuta. Fa base in Brasile, patria della fondatrice dello yoga ormonale, Dinah Rodrigues.
Con Barbara co-conduco il corso online del lunedì e saremmo liete di darvi il benvenuto da qualsiasi parte del mondo proveniate.
Lo yoga per l’equilibrio ormonale

Lo yoga è associato a molti benefici sul sistema corpo-mente, tra cui un possibile contributo al riequilibrio della produzione di ormoni.
Con la combinazione di posture fisiche, respiro consapevole e mente intenzionale, la pratica dello yoga aiuta a mantenere un equilibrio interno ed esterno, che si esprime anche con l’equilibrio ormonale.
Ci sono diversi studi condotti per osservare questo effetto.
Una revisione del 2018 osserva che lo yoga è efficace nel ridurre i sintomi della menopausa, anche se anche altre attività di esercizio fisico hanno effetti ottimi a loro volta.
Uno studio del 2022 misura i livelli ormonali in gruppi di donne in perimenopausa e nota che dopo 4 settimane di pratica nel gruppo dello yoga i livelli di estrogeni e progesterone, che regolano la ciclicità nel periodo fertile, sono più alti, e i paramentri suggeriscono un minor rischio cardiovascolare.
Si può dire che lo yoga sia utile a lenire i fastidi legati alla fase della menopausa e a migliorare la salute ormonale di questo periodo.
Il tabù della menopausa
Una volta arrivata in questa fase della vita, ho scoperto tanta ricchezza dentro di me, in un mondo così banale che ci vuole tutte giovani, atletiche e ben pettinate fino al giorno prima di morire.
Barbara
La ciclicità femminile ha diverse fasi e la menopausa è una di queste, la più funestata, possiamo dirlo, da cattiva pubblicità.
La menopausa, e il periodo che la precede, ovvero la perimenopausa, possono infatti portare con sé effetti sul congiunto psico-fisico scomodi, e spesso la narrazione si limita a parlare di questi. Ovviamente è vero che esistono e che molte persone li sperimentano anche in modo molto fastidioso. La fine dell’attività ovarica provoca un calo della produzione di estrogeni e progesterone (che però come abbiamo visto può essere più regolare se si pratica yoga), e questo può avere conseguenze come secchezza vaginale, vampate di calore, sbalzi di pressione, osteoporosi… Vero. Il punto è che la menopausa non coincide con i suoi eventuali sintomi negativi.
Inoltre la menopausa è strettamente collegata a un tabù ancora solido nella nostra società, ovvero quello dell’invecchiamento delle donne.
Qualcosa su questi temi si sta muovendo. Se per le donne anche solo di una generazione fa sarebbe stato strano, oggi può capitare di sentire attrici famose come Naomi Watts parlare pubblicamente e scrivere libri per sensibilizzare sulla menopausa precoce, facendola emergere dalla palude del silenzio e dell’imbarazzo.

Parliamo insieme di menopausa
C. «Barbara, pensi sia importante parlare di menopausa e farlo anche qui, in uno spazio dedicato allo yoga? In che termini ne parleresti?»
B. «Eccome se occorre parlarne! Per prima cosa, Caterina, ti ringrazio per questo invito; saluto te e tutte le donne che assieme a noi si imbarcheranno in questo viaggio meraviglioso, una nuova fase che garantisco possa essere gioiosa e molto soddisfacente; è importante sottolinearlo data la pressione sociale che si cela dietro a tanta disinformazione.
Come donne e terapiste, occorre dare il nostro contributo per nutrire una nuova narrativa! Un po’ come quando in gravidanza (ormai quasi 20 anni fa) notavo come le persone si sentissero in dovere di raccontarmi storie di “terrore” su parto e post.
Stessa cosa con la menopausa: racconti ombrosi, poche informazioni, qualche leggenda metropolitana e sentenze di malessere come fossero minacce! Ci avete fatto caso anche voi? Quindi, sì, occorre parlarne, aprirsi, confrontarsi, porsi domande.
Nonostante le premesse, una volta arrivata in questa fase della vita, ho scoperto tanta ricchezza dentro di me, in un mondo così banale che ci vuole tutte giovani, atletiche e ben pettinate fino al giorno prima di morire. Da allora ho capito che aiutare tante giovani sarebbe stata per me una grande missione.
Lo Yoga e l’Ayurveda (millenaria scienza medica indiana) ci invitano a considerare la salute come uno stato dell’essere nella sua interezza psico-fisica ed energetica, integrato nell’ambiente; parlare di menopausa significa dunque prendersi cura di una fase che oggi, grazie all’aumento delle aspettative di vita, rappresenta oltre un terzo della nostra esistenza.
Puntiamo dunque alla serenità, alla condivisione e alla leggerezza: nulla sarà più come prima! La menopausa è un momento fantastico di resa, un luogo dove finalmente trovarsi con se stesse, senza veli.
La questione di genere, purtroppo, entra in questo ragionamento a gamba tesa: troppe volte ci siamo sentite inadatte, in difficoltà o palesemente giudicate per qualcosa che, oltre a essere un processo assolutamente naturale, è un momento estremamente delicato, che necessita di cure e attenzioni, senza perdere il sorriso.
Evitando facili generalizzazioni, possiamo notare come le società contemporanee compiano una massacrante pressione per nascondere o ritardare il naturale processo di maturazione: dalla cosmetica alla chirurgia estetica, passando per miracolosi elisir d’eterna giovinezza, siamo bombardate da una gigantesca operazione di marketing contro l’invecchiamento, che altro non è che un naturale stato di esistenza.
E anche il linguaggio conta tantissimo!
Come sai vivo in Brasile, e qui la terza età è chiamata melhor idade (migliore età), proprio a definire uno stato di pienezza che l’avanzare degli anni può offrire, a chi ne sappia cogliere il potenziale.
Da sempre, se pensiamo alle comunità indigene o alle antiche popolazioni, il o molto spesso la saggia del villaggio rappresentava un punto di riferimento fondamentale per tutte e tutti, differenziandosi di molto dalla sensazione di inadeguatezza e inutilità che la donna in menopausa si trova ad affrontare nelle odierne società dello spettacolo.
Ti faccio un esempio semplice: nel 2018, avevo 43 anni, decisi di smettere di tingere i capelli, sia per una questione mia interna di ricerca di autenticità, sia per non voler più usare violenza chimica sul mio fisico in nome di una consuetudine consolidata nel tempo, che ripetevo senza nemmeno rendermi conto. Un piccolo gesto di consapevolezza trasformato in una rivoluzione!
“Sei troppo giovane per avere i capelli bianchi”, “sembri mia nonna”… all’inizio ricevetti molte critiche, per la maggior parte, ahimè, provenienti da donne.
Ricordo con nitidezza un giorno, quando un’amica guardando mio marito disse: “Il brizzolato ti dona, sei terribilmente sexy!”. In quell’esatto momento capii che la questione superava i confini delle proprie scelte personali, raggiungendo una sfera strutturale, alla base della quale si trovava un patriarcato, ancora molto attivo.
Sono contenta di dirti che dopo qualche anno, il grey positive si è fatto strada anche in ambienti inaspettati come il cinema o le grandi marche di moda, e così, da strega a pioniera, il passo è stato breve.
Quindi non solo occorre parlarne, ma con un megafono in mano abbiamo la necessità di spargere la voce e prendere coscienza, in primo luogo, di due cose: la prima è che i processi naturali del nostro essere sono inesorabili e come tali non possono essere cristallizzati o giudicati come “negativi”; e attraverso lo yoga possiamo mantenere uno stato di salute integrale che, se non ci sbarazza di rughe e capelli bianchi, può certamente garantire una grande vitalità, oltre a uno stato mentale forte e un senso di pace nel cuore.
La seconda cosa è che troppo spesso ci dimentichiamo dell’ esistenza della “versione XY” della menopausa, ossia l’andropausa, che quasi non trova forma nel pensiero collettivo. Come a dire, siamo tutti nella stessa barca e trovare terreni in comune porta sicuramente più lontano che continuare a pensare a compartimenti stagno.
Lo yoga è lo sguardo che coglie l’Unità, ed è attraverso il dialogo e la collaborazione che troveremo la via della comprensione, verso noi stessi e verso gli altri».
Cos’è lo Yoga Ormonale

Quello che qui chiamo yoga ormonale (in origine Hormone yoga therapy) è un percorso di ricerca e insegnamento iniziato da Dinah Rodrigues, psicologa e yoga-terapista brasiliana, che prende l’avvio dalla sua esperienza pluridecennale con lo yoga e dal suo progetto di trovare dei movimenti capaci di regolare la produzione degli ormoni nelle persone con ciclo mestruale e in menopausa.
Abbiamo visto che lo yoga ha questa capacità, ma il progetto di Rodrigues è proprio mirato a questo obiettivo, avendo come target le ghiandole come ovaie e tiroide.
Questo lavoro è presentato nel libro Yoga ormonale per la salute della donna, che in Italia è pubblicato da Fabbri editore.
Rodrigues, grazie a ricerche mirate, è riuscita a far conoscere e accreditare il proprio metodo come disciplina complementare.
Per seguire gli esercizi proposti nel libro è utile avere già un po’ di esperienza con lo yoga.
Effetti e princìpi dello Yoga Ormonale
C. «Che cos’è lo yoga ormonale e che effetti sono stati osservati in donne che lo hanno praticato con costanza per mesi? Che cosa lo rende efficace?»
«Lo yoga ormonale nasce dal felice incontro tra occidente e oriente nella figura di Dinah Rodrigues, una straordinaria brasiliana di 90 anni che ha dedicato oltre metà della sua vita agli studi sulla salute della donna.
In verità ha già completato anche un tomo di oltre mille pagine sullo yoga ormonale dedicato agli uomini, ma questi suoi scritti non sono stati ancora pubblicati in italiano.
Lo yoga ormonale è una potente terapia olistica che si occupa di riattivare la produzione ormonale e alleviare i sintomi della menopausa, della sindrome premestruale, ovaio policistico e stimolare la fertilità: considera dunque lo stato di salute della donna nell’arco di tutta la sua vita.
È una terapia naturale che si fonda sui principi millenari dello yoga e i suoi risultati sono davvero incoraggianti.
Come molte di noi, Dinah Rodrigues ha trovato nello yoga la sua grande avventura, sperimentando diverse forme di questa disciplina, incontrando swami e grandi maestri spirituali in tutto il mondo. Ha inoltre studiato tecniche energetiche di tradizione tibetana, praticato Qi Gong, e, con la collaborazione della figlia medica, ha condotto ricerche approfondite nel campo della fisiologia femminile.
Era il 1992, e da allora, mettendo in relazione le conoscenze acquisite e adottando tecniche provenienti da diverse tradizioni yoga, è giunta a elaborare una sequenza di asana e altre tecniche, appunto ribattezzata Yoga Ormonale.
La sua pratica attenua l’intensità dei sintomi tipici della menopausa come insonnia, emicranie, irascibilità, vampate di calore, ansia. Anche l’atteggiamento mentale migliora, ci sentiamo più serene, assertive, pronte a surfare il cambiamento.
In sostanza, lo yoga ormonale è un trattamento olistico e naturale che riattiva le ghiandole endocrine femminili grazie a un massaggio degli organi interni (tramite asana e pranayama) e grazie agli effetti benefici di Yoga Nidra su fisico e mente.
Come sempre, i risultati dipendono dalla perseveranza: più si pratica e migliori saranno i risultati».
Possiamo dire che si tratta di riattivare il proprio corpo attraverso il corpo stesso.
Come praticare lo Yoga Ormonale
Il primo passo è costruire giorno dopo giorno, pratica dopo pratica, con coraggio e disciplina, la nostra isola felice.
Barbara
C. «Si tratta di una pratica che va fatta tutti i giorni? Ci sono esercizi che si possono introdurre in una routine quotidiana? Serve essere una praticante esperta?»
«Partiamo dal presupposto che una regolare pratica di yoga già lavora in maniera efficiente sul nostro sistema endocrino; credo sia importante ricordarlo perché il primo passo è costruire giorno dopo giorno, pratica dopo pratica, con coraggio e disciplina, la nostra isola felice.
Per avvicinarci alla sequenza dello Yoga Ormonale occorre aver già maturato un minimo d’esperienza sul tappetino, per essere in grado di applicare alcune tecniche proposte, non proprio facilissime all’inizio (soprattutto per quanto riguarda la respirazione Bhastrika, il pranayama cuore di questa pratica per massaggiare gli organi interni).
In estrema sintesi potremmo dire che lo hata yoga ci mantiene in salute prevenendo le malattie, mentre lo yoga ormonale ha una funzione più specifica, terapeutica.
Se me lo concedi Caterina, in un mondo immediatista, vorrei suggerire lentezza e maturità; come dice un altro mio grande insegnante, Lino Miele, “il maestro ha i capelli bianchi”!
La pratica di Yoga Ormonale dev’essere necessariamente condotta da una facilitatrice che abbia una formazione solida e possibilmente abbia alcuni anni di esperienza e insegnamento.
Inoltre, per condividere le tecniche di questa sequenza, sarebbe opportuno approfondire gli studi di Dinah (esistono anche corsi di specializzazione in Yoga Terapia Ormonale per insegnanti), partendo dall’ esperienza su se stessi, prima di proporlo ad altre persone.
Si tratta di una sequenza che può essere praticata tutti i giorni o, in base alle necessità, più volte alla settimana. Col tempo, Dinah suggerisce comunque di praticare la sequenza tutti i giorni (ci vuole circa mezz’ora per eseguirla) anche perché naturalmente la gettata ormonale tende a diminuire progressivamente.
Personalmente, per il momento dedico allo Yoga Ormonale un giorno alla settimana, mentre nei rimanenti cinque giorni, pratico altri stili di yoga (tradizione ashtanga e vinyasa principalmente).
Come facilitatrice, all’ interno dei miei corsi, sono solita introdurre gradualmente gli elementi e le tecniche acquisite in Yoga Ormonale, per avvicinare le allieve ai suoi benefici quanto prima possibile».
Prendersi cura di sé
Incoraggio le nostre lettrici con tutto il cuore a mettere in moto il cambiamento, a piccoli passi, seguendo il ritmo interiore e in armonia con i propri limiti, senza farsi intimidire da niente e nessuno.
Barbara
C. «Hai qualche altro consiglio per prendersi cura di sé stesse attraversando i cambiamenti della menopausa?»
Una celebre frase di uno dei miei maestri, Pattabhi Jois, recita: lo yoga è 1% di teoria e 99% di pratica. Allo stesso modo, incoraggio le nostre lettrici con tutto il cuore a mettere in moto il cambiamento, a piccoli passi, seguendo il ritmo interiore e in armonia con i propri limiti, senza farsi intimidire da niente e nessuno.
Stazionare sul divano certamente non farà migliorare nemmeno l’umore. Quindi il suggerimento è donarsi tempo e spazio per praticare. Qualunque cosa ci piaccia, ma farlo.
Ancora una volta, partiamo da noi stesse: ognuno ha le sue risorse per raggiungere quello stato di pace ed equanimità che ci fa vivere felici; per me yoga e alimentazione rappresentano due pilastri insostituibili di salute e vitalità (adotto un’ alimentazione plant-based da oltre 30 anni) e dunque questo è per me l’elisir magico da condividere con le altre sorelle.
Per quanto riguarda la secchezza vaginale, posso consigliare in primo luogo un rimedio a disposizione di tutte: sua maestà l’acqua! Idratazione costante anche con infusi, tisane, tè, abbiamo una vastissima gamma di opzioni!
Inoltre, l’Ayurveda suggerisce l’utilizzo locale di olio di cocco, noto per le sue proprietà idratanti ed antinfiammatorie. È un ottimo lubrificante naturale che può aiutare a ridurre la secchezza vaginale e lenire eventuali irritazioni. Si può passare nella vagina, assicurandosi di non immergere le dita nell’olio, e scegliendo un olio di ottima qualità. Da evitare però in caso di utilizzo di preservativi in lattice».
Foto di Anahata Yam.